giovedì 20 marzo 2014

BASTA con la SOVRANITA' a CORRENTE ALTERNATA

Sardus Pater "Incorporare il passato per aprirsi all'avvenire è una costante resistenziale e libertaria dei Sardi" G. Lilliu. 


Il 27 febbraio scorso abbiamo organizzato un confronto pubblico dal titolo: Cagliari chiama Europa. Alexis Tsipras, una speranza. E la Sardegna ?
La sala piena ospiti e relatori all'altezza del tema, quell'incontro ha prodotto un odg firmato da tutti i sovranisti, partiti e associazioni presenti, dal Partito dei Sardi a SEL e IRS, da Sardegna Sostenibile e Sovrana a Sardegna Pulita.
L'odg trasmesso alla stampa recita:"..Il Parlamento europeo verrà rinnovato il prossimo giugno attraverso l’elezione dei suoi 785 eurodeputati che saranno i portavoce di 492 milioni di cittadini. Dopo quello indiano, con i suoi 342 milioni di votanti, quello europeo è il secondo parlamento più grande del mondo. Al suo interno vengono prese importanti decisioni che riguardano la vita di tutti noi. Già oggi un meccanismo decisionale come la codecisione, la quale è divenuta la procedura legislativa ordinaria, conferisce lo stesso peso al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione in numerosi ambiti (ad esempio, trasporti, ambiente, protezione dei consumatori, ecc.). I due terzi delle leggi comunitarie sono adottate congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Gli elettori italiani eleggono 73 deputati al Parlamento europeo. L'elezione avviene con sistema proporzionale ed è possibile esprimere il voto di preferenza per singoli candidati. Il territorio è diviso in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole; ciascuna circoscrizione elegge un numero di deputati proporzionale al numero di abitanti risultante dall'ultimo censimento della popolazione. L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata, con decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi elettorali. L’accorpamento in un’unica circoscrizione di Sardegna e Sicilia non permetterà al popolo sardo di eleggere un proprio europarlamentare in quanto i siciliani sono più numerosi di noi. E questo lo sappiamo tutti. Il nostro voto non varrà niente e a Strasburgo andranno solo deputati siciliani, come ormai accade da trentanni. Chiediamo pertanto al governo Italiano e al Parlamento il varo di un provvedimento urgente ad hoc che permetta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione di un “collegio” sardo quindi di un'ulteriore circoscrizione. L'istituzione della circoscrizione Sardegna non è una questione di parte. Si tratta invece di un problema che attiene alla qualità della democrazia, sul quale vi è stata una notevole convergenza tra le varie forze politiche, come dimostrano le diverse proposte di legge presentate e il dibattito in corso in Sardegna.
Chiediamo al neo Presidente della Regione Prof. Francesco Pigliaru di avviare con i parlamentari sardi il confronto per chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri Dr. Matteo Renzi di proporre al Governo un provvedimento urgente ad hoc che consenta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione quindi di un'ulteriore circoscrizione, da approvare in tempo utile per le prossime consultazioni elettorali europee.
Sarebbe un atto dovuto in vista di una migliore definizione del rapporto diretto che la Sardegna può e deve avere con le istituzioni europee, perché la nostra isola, stante la sua condizione di insularità e di regione portatrice di originali valori storici linguistici e culturali, non può e non deve essere rappresentata da soli due parlamentari. Questa è infatti la rappresentanza che scaturirebbe dall’accoglimento della proposta che formuliamo e che appare comunque del tutto inadeguata: si pensi che Malta (benché stato sovrano) con appena 400 mila abitanti è rappresentata da ben 6 eurodeputati.
Per queste ragioni, lo scorporo costituisce solo la prima tappa di una iniziativa politica forte che dovrà portare la Sardegna ad avere una rappresentanza adeguata nel Parlamento europeo, con un proprio collegio autonomo e rappresentativo, distinto dalla rappresentanza numerica italiana".

Quello che è successo ieri in Parlamento e le polemiche nostrane seguenti segnalano certo la gravità ma anche la conferma della contraddizione profonda nello status politico dei partiti nazionali e non solo.
SEL, il M5S come gruppi parlamentari hanno messo positivamente in concordanza di fase i loro parlamentari con le legittime in quanto democratiche istanze dei propri parlamentari della Sardegna, gli altri deputati sardi di destra e di sinistra sono stati lasciati soli e ridotti a mere comparse a denominazione di origine geografica tipica. Lo stesso odg approvato su proposta della Lega che sposta il tema al 2019 suona sul piano politico come una gigantesca presa per il culo che affonda ancora di più il coltello nella piaga.

Ora, oggi si insedia il nuovo Consiglio Regionale nel quale sono presenti tutti e nove i rappresentanti dei partiti sovranisti e di sinistra; 4 di SEL, 2 del Partito dei Sardi, 1 di IRS e 2 di Rossomori, questi ultimi due facciano proprio l'odg, già firmato da tutti gli altri partiti e assieme a loro unitariamente, trasformino il documento in ODG del Consiglio Regionale, impegnando con procedura d'urgenza Presidente e Giunta regionale ai sensi e per i poteri di cui agli artt. 35 e 47 dello Statuto Sardo a richiedere al Governo un provvedimento urgente ad hoc che consenta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione quindi di un'ulteriore circoscrizione.

Sarebbe un  atto politico inaugurale serio del nuovo Parlameto sardo, per il quale non servono biciclette, viaggi a Itaca o peggio ancora sotterfugi sottobanco tra PD sardo, romano e siciliano.

Sarebbe un atto dovuto alla democrazia e un primo atto concreto di esercizio di Sovranità reale e a corrente continua, quella che dovrebbe alimentare sempre la grande energia pulita della Sovranità del popolo sardo.

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