giovedì 27 febbraio 2014

SOVRANISMO SINISTRA E NUOVA EUROPA

Con un articolo su Democrazia Oggi, dal titolo  La sinistra sarda tra Tsipras e Renzi Amsicora propone alcune riflessioni circa l'iniziativa promossa da Sardegna Sostenibile e Sovrana dal titolo “Cagliari chiama Europa: Alexis Tsipras, una speranza. E la Sardegna?”
(http://www.democraziaoggi.it/?p=3314#comment-6559)

Questo il mio commento alla riflessione di Amsicora.
Carissimo Amsicora,

come sempre e da sempre le Tue riflessioni presentano elementi di sano e robusto senso critico.
L’iniziativa di stasera organizzata da Sardegna Sostenibile e Sovrana, al pari delle altre svolte in questi mesi segnala in modo plastico un grande vuoto politico e culturale della sinistra, di tutta la sinistra, compresa quella che si richiama al sovranismo, all’autodeterminazione e all’indipendentismo per stare in Sardegna. Una crisi che ormai dura da un quarto di secolo e che ha minato alla radice lo spirito e la lettera dell’art.49 della Carta.
Se cosi non fosse una questione cosi decisiva come quella europea, al pari di altre questioni di fondo, non sarebbero appannaggio dell’iniziativa in capo ad una associazione di cittadini. Tu poni interrogativi dirimenti ai quali sarebbe facile rispondere in termini soggettivi e salvarsi l’anima, ma le questioni tutte le questioni che poni toccano la natura e l’essenza dei partiti e dei movimenti misurati elettoralmente che stanno a sinistra del PD. Per quanto riguarda l’associazione abbiamo elaborato una Carta dei Valori che ispira il ns agire e che ha portato a sintesi filoni culturali di provenienze diverse attorno all’idea di fondo che giudica esaurita la fase dell’Autonomia e quel modello di sviluppo e che vada aperta la fase costituente dell’autodeterminazione del popolo sardo secondo il principio sancito dall’ONU e ratificato dalla Conferenza di Helsinki, attraverso l’esercizio pieno e forzoso della Sovranità responsabile.
Il tutto richiede un soggetto politico nuovo, sardo progressista e riformatore, che abbia la capacità di portare a sintesi l’arcipelago culturale e ideale che stà a sinistra del PD. Questa come quelle che l’hanno preceduta è una iniziativa che s’innesta in questo filone di lavoro culturale e politico che l’associazione promuove. Perchè come tu dici “ Tsipras con la sua lista può essere un catalizzatore di consensi e un fattore unificante dell’elettorato di sinistra, ma la sinistra sarda deve trarne occasione di stimolo per cambiare pelle” ed aggiungo io tutta la sinistra sarda, le culture identitarie e sovraniste compresa Sardegna Possibile e devono farlo bene, in fretta e con la calma dei forti. Perchè il passaggio elettorale regionale e la nascita del nuovo governo nazionale e il suo programma neo centralista sul piano economico e istituzionale rappresentano un formidabile ostacolo al processo in costruzione. Sotto questo profilo la scelta dell’ interlocuzione privilegiata tra Pigliaru, Capellacci e Michela Murgia, lasciava poco spazio di manovra per le condizioni intrinseche e oggettive, il tutto, anche al netto dei limiti evidenti di costituzionalità che il porceddum palesava e che proprio e a maggior ragione da chi sarebbe stato svantaggiato, non sono stati tenuti in debito conto perchè sono prevalse logiche che definirei pre politiche e sulle quali a nulla, sono valsi richiami in tempo reale al tener conto sempre che bisogna agire non guardando alle cose come vorremmo che fossero ma leggerle per come sono realmente. Ma di questo avremo tempo e modo di continuare a discutere a sinistra e non solo.
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