domenica 5 gennaio 2014

SCEGLIERE PIGLIARU PER COMPETERE


OLTRE AL CANDIDATO, ALLA SARDEGNA SERVE UN PROGRAMMA INNOVATIVO
E NEL SEGNO DEL SOVRANISMO
 La gravissima situazione venutasi a creare a causa della totale insipienza della classe dirigente di tutti i partiti del centrosinistra (che ha gestito nel peggiore dei modi sia l’esercizio della volontà popolare attraverso le primarie sia l’esplodere della questione morale sia il passo indietro imposto a Francesca Barracciu), non può esimere tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Sardegna di cercare fino all’ultimo di impedire la vittoria delle destre. Ma per provare a vincere le elezioni non basterà scegliere in extremis il migliore nome possibile: sarà necessario anche presentare un programma elettorale realmente innovativo, che tenga conto della fine della stagione dell’Autonomia e che instauri con lo Stato un nuovo rapporto che punti all’autogoverno del popolo sardo.
 La sovranità dovrà ispirare ogni azione che riguarda l’impresa economica (che dovrà essere sostenibile), il piano energetico (in attesa del quale sarebbe auspicabile una moratoria di tutti i progetti che mirano allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alternative nell’isola), la cultura (riportando al centro la lingua sarda quale fattore di sviluppo della società), l’istruzione e la formazione professionale, una nuova legge urbanistica che riprenda e migliori il Ppr elaborato dal centrosinistra nella legislatura Soru, l’istituzione di una Agenzia sarda delle Entrate, una nuova e rinnovata battaglia contro le servitù militari, una valorizzazione della multifunzionalità dell'impresa agricola e del sistema agroalimentare sardo. Azioni e riforme che dovranno essere portate avanti con estremo vigore e senza lasciare indietro nessuna fascia della società sarda, già in pericolosa sofferenza economica e sociale.
 Solo a queste condizioni, e guidata da una figura di già sperimentata competenza professionale e di governo ma autonoma dai partiti e con un profilo morale indiscutibile, una alleanza sovranista e di centrosinistra può ambire a governare la Regione.
 Per questo motivo, di tutti i nomi di possibili candidati alla presidenza della Regione che in questi giorni sono circolati, l’associazione Sardegna Sostenibile e Sovrana ritiene quello del professor Francesco Pigliaru non sia l'unico possibile ma sicuramente è quello più autorevole, coerente ed adatto a raccogliere la sfida riformatrice sui temi dello sviluppo e della sovranità, in una campagna elettorale difficilissima resa ancora più ardua dagli errori commessi fino ad oggi dai gruppi dirigenti dei partiti, poco attenti alle sollecitazioni che arrivano dalla società sarda. Sbagliare il candidato o immaginarlo avulso dal contesto programmatico, sarebbe l’ultimo errore, a questo punto irreparabile.
Pierluigi Marotto
Presidente associazione Sardegna Sostenibile e Sovrana
5 febbraio 2014


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