martedì 3 dicembre 2013

CARA MICHELA ALTRO CHE RISIKO QUI E ORA E' IN GIOCO IL FUTURO




......della Sardegna ovvero il segno e i contenuti che si vorranno imprimere allo sviluppo o alla gestione del declino del popolo sardo.
In questi mesi una sorta di impazzimento generale sembra aver avvolto cuore e cervello delle leadership in campo, tutte le leadership in campo.
Si sono viste iniziative per tutti i gusti e di tutti i colori. Le cronache non sono state avare di molto gossip  ma altrettanto parche di note politiche, forse perchè l'agire politico alto è assente.
In questo strano cocktail che si stà confezionando in vista delle elezioni regionali, l'unico ingrediente che sembra essere assente è la Politica.
C'è di tutto:- preti, scrittori, indagati, rinviati a giudizio,grilli, marpioni elefanti, nomeklatura, cuperlisti, civotiani, renzogeni, saltimbanchi ecc. insomma un campionario della vicenda umana che certo non scandalizza visto il degrado etico, morale, nel quale l'intera politica vive, ma sono tutte categorie e ruoli che ciascuno nel bene o nel male si ritaglia a seconda della propria coscienza e del proprio agire. Quello che non è accettabile è che queste categorie combuttino per esercitare i loro ruoli nella gestione della cosa pubblica.
L' interesse per la gestione della cosa pubblica diversamente dalla gestione del libero arbitrio della vita, non è un impegno necessitato è una attività che richiede condizioni assolute e preordinate senza le quali non vi è obbligo di misurarsi. Quando uno o una sceglie quella strada, cioè quella di dedicare una parte certa e limitata del suo tempo al servizio del bene comune, le caratteristiche di etica, moralità specchiata, competenza, passione e visione politica sono imperative.
Questo postula e presuppone che i cittadini-sovrani abbiamo il dovere ed il diritto di pretendere che tutti coloro che intendono assumere vesti pubbliche abbiano necessariamente quelle conditio sine qua non e che tutte queste condizioni siano soddisfatte in egual modo.Ecco perchè l'intervento della leader di Sardegna Possibile desta preoccupazione e non da oggi, certo nulla appare in discussione sul versante etico e morale ne su quello della visione, quello che manca è l'approccio politico con la P maiuscola. Sostiene la candidata scrittrice:".Stiamo camminando sulle strade di tutta la Sardegna, stiamo ascoltando le persone e i loro bisogni, stiamo mettendo insieme le competenze necessarie per trovare risposte all'altezza ed è sulla base di questo modo di fare politica che chiederemo la fiducia dei sardi, anche di quelli che giovedì scorso sono andati al convegno del FAI per sostenere un'altra idea di tutela del territorio.......................Il nostro resta un progetto aperto a chiunque voglia sostenerlo, ma dialogare con tutti non significa essere disposti a fare le pedine di rinforzo su tavoli dove si gioca il Risiko delle guerriglie di partito e delle sopravvivenze personali. Stiamo mettendo le nostre forze migliori a lavorare sui temi veri, sui bisogni, sui problemi e sulle soluzioni, mettendo al centro dei nostri interessi solo la Sardegna e il suo destino.Il nostro compito è avere il coraggio di affermare che le buone soluzioni per l'isola possono essere prese in un altro modo e che questo modo noi lo conosciamo, lo incarniamo e vogliamo usarlo. Se si vince, si vincerà a queste condizioni, altrimenti a perdere saranno ancora una volta i sardi."
E qui sta il punto cara Michela, anche a me non mi sono mai piaciute in politica le ammucchiate, anche quando vedevano tra i protagonisti soggetti di grande spessore politico, E. Berlinguer e A. Moro, anche allora stavo tra coloro contrari al todos unidos e credimi non era facile. Questo però non mi ha mai impedito di lavorare, quando un progetto è dirimente e la prossima legislatura sarà dirimente per l'avvio o meno del processo di Autodeterminazione del popolo sardo, affinchè prima ancora delle mie personali convinzioni, fossero importanti il progetto e le alleanze coerenti perche il progetto avesse respiro e luogo istituzionale nel quale essere incardinato e democraticamente praticato. Potrei aggiungere e per personale conoscenza di fatti ed atti, giudizi ben più severi di quelli che tu esprimi su elefanti, scaricati e soggettività innamorate di se stesse, se lo facessi m'iscriverei d'ufficio alla categoria dei politicanti come amava ricordare Eleonor Roosvelt, abbiamo posto problemi politici sui quali non solo Tu, ma l'insieme del fronte riformatore, fatica a ragionare non avendo quale contesto la realtà e la posta in gioco, ma il rispettivo posizionamento e continueremo a farlo anche nei prossimi giorni. Prendo atto per come si sono messe le cose, forse anche indipendentemente dalle volontà soggettive, che il progetto di Autodeterminazione è secondario rispetto all'esito atteso da ciascuna leadership e schieramento che la sostiene o almeno cosi appare oggi. Un conto e avere ragionevole potenzialità per concorrere e vincere, sapendo che una competizione può essere vinta o persa, un'altro e competere avendo la certezza che l'unico risultato utile è il si salvi chi può.
Un grande progetto politico e culturale come quello dell'avvio del processo di autodeterminazione del popolo sardo per il quale Ti stai spendendo da mesi, non richiede una vocazione minoritaria e di testimonianza oppositiva splendidamente solinga. Richiede una grande visione e una leadership autorevole, inclusiva e capace di considerare la propria verità uno stimolo ad includere ed unificare la verità e il dubbio proprio e degli altri, oltre che avere quale unico e dirimente arbitro il Sovrano quello vero e sostanziale e dal quale promana tutta la ns rappresentanza. E' preferibile che le tue preoccupazioni siano legate all'immane compito che sta in capo all'esercizio delle funzioni di Presidenta della Regione che si prospetta visto il contesto socio-economico e non quella, di opposizione quasi certa per il tuo schieramento, e forse a te preclusa visto il meccanismo elettorale regionale vigente.
Ecco di risiko in corso ne vedo due, quello a cui Tu fai riferimento a torto  o a ragione e posso anche condividere e quello che vede Te protagonista, perchè su una cosa sono totalmente in accordo e contestualmente in disaccordo con gli esiti che prefigura  il Tuo post:- Se si vince, si vincerà a queste condizioni, altrimenti a perdere saranno ancora una volta i sardi.
Appunto siccome la posta in gioco è il futuro della Sardegna e dei Sardi suggerirei di non essere cosi sbrigativi e cosi come 3 mesi fa abbiamo chiesto un Time-out al centrosinistra sardo, sommessamente suggerirei anche a Te e a tutta la leadership di Sardegna Possibile di fermarsi un attimo a riflettere con serenità e lungimiranza perchè se la posta in gioco è il futuro e si vuole veramente rendere Possibile il sogno di una Sardegna nuova, beh allora non ci si può affidare al gioco del risiko, cosi si passa il tempo ma non si cambia il corso della storia.

Con affetto e stima.





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