martedì 26 novembre 2013

PRIMARIE PD : LA RISPOSTA DI CUPERLO a BACHISIO


Avevo scritto a ottobre a tutti i candidati alle primarie del PD, sollecitando su alcuni temi forti la loro presa di posizione su: Questione morale, Questione meridionale e Questione sarda, Regionalizzazione federalista della forma, partito, Autonomia e Sovranità, Valori di riferimento. In quanto dalla lettura attenta dei quattro documenti posti a base delle loro rispettive candidature non rilevavo motivi convincenti di approfondimento su questioni che io ritengo cruciali per la sinistra tutta e per quella sarda in particolare.
Ieri ho ricevuto questa mail dell'On.le Cuperlo che pubblico integralmente come contributo di orientamento per tutti i lettori del blog, in un momento nel quale appare molto difficile ai più e per ragioni complesse ed articolate talvolta differenti talvolta affini, riconoscersi nel percorso politico e di governo che il PD sta compiendo,ha compiuto prima, durante e dopo le elezioni politiche del febbraio u.s e per quello che si appresta a compiere. In Sardegna per le ragioni più volte espresse in questo blog e su stampa e televisioni, ho avuto modo di segnalare come un partito di sinistra, il più grande partito della sinistra sarda, avrebbe a mio avviso potuto sviluppare la sua azione politica nei confronti dei cittadini-elettori, nell'esercizio della rappresentanza istituzionale, nell'organizzare il suo radicamento nel territorio e nell'immaginare un processo avanzato di sardizzazione del suo agire politico anche in vista della prossima scadenza elettorale regionale. 
Oggi sappiamo, per l'esito del processo in atto, che dei quattro contendenti sono rimasti in lizza solo Renzi, Cuperlo e Civati. 
Su Renzi, sin dai tempi dello scontro con Bersani e anche dopo ho avuto modo di chiarire il mio pensiero con nettezza e pubblicamente, non mi ha convinto allora e non mi convince ora, anzi trovo oggi ancora meno convincenti le ragioni del giovane sindaco fiorentino. 
Civati ha dalla sua il tempo grande che ha di fronte per affermare  e consolidare con coerenza e lungimiranza la visione del nuovo partito democratico che verrà. 
Cuperlo? è il più giovane dei vecchi, dal mio punto di vista per le cose che dice e soprattutto per quelle che non dice e non pensa, risulta il meno dannoso per questa sinistra italiana e forse l'unico in grado di gestire anche processi complessi nei rapporti tra partito nazionale e partiti a  piena sovranità regionale. Queste riflessioni lasciano aperte anche in me dubbi e domande alle quali non è facile rispondere, alla fine come sempre, farò la mia scelta di partecipare o meno al voto dell'8 dicembre, l'unica cosa certa  che non sfugge a nessuno credo e che l'esito degli affari interni al PD non è questione che riguarda solo il PD o i suoi militanti e dirigenti, è cosa che riguarda tutti gli italiani sardi compresi. Chi sostiene il contrario con fare da snob radical-chic o con virulento livore, può avere tutte le buone ragioni di questo mondo, ma non ha a che fare con la politica e con il futuro dell'Italia e con quello della Sardegna. 

Gianni Cuperlo <gianni@giannicuperlo.it>                                  24 novembre 2013   19:22 (13 ore fa)
a me

PER LA RIVOLUZIONE DELLA DIGNITÀ

Caro Bachisio,

È tempo di tornare a vincere, di dire con coraggio chi siamo e per chi siamo. Noi non siamo il volto buono della destra, noi siamo la sinistra del tempo nuovo. Dobbiamo coltivare l'ambizione di parlare a tutti, ma usando le nostre parole.
Solo il PD può guidare la riscossa civile, sociale, economica del Paese. Dobbiamo preparare l'alternativa di centrosinistra, chiusa la parentesi delle larghe intese, che non sono una prospettiva politica, come non lo è un neocentrismo esplicito o camuffato.Serve uno scatto di coraggio e di orgoglio. La nostra responsabilità è incalzare il governo sul lavoro e l'equità, cancellare la vergogna del porcellum e ridurre il numero dei parlamentari.Dobbiamo riprendere un cammino di sviluppo nel segno della sostenibilità sociale e ambientale.
Rimettere al centro il sapere: la scuola, la formazione, la ricerca, la cultura e la creatività. Moralità pubblica, lotta alla corruzione e alle mafie, legalità sono le premesse fondamentali.
Dobbiamo lanciare un piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile. Diminuire le tasse sul lavoro, dipendente e autonomo, per dare risorse alle famiglie e respiro alle imprese, stabilire un equo compenso, combattere la precarietà. Garantire l'indicizzazione ai pensionati con un contributo di solidarietà dalle pensioni d'oro. Chiudere la vergogna degli esodati e rafforzare l’intervento sulle politiche sociali per combattere le vecchie e nuove povertà. Guardare al Sud come una grande questione nazionale e un’occasione di crescita per l’intero Paese e per l’Europa.
Il cambiamento non può che nascere dal rispetto del valore della persona, da una nuova stagione dei diritti umani e civili, dalla tutela di tutte le forme di convivenza e delle coppie gay, dalla libertà delle donne e dalla parità in ogni settore della società. La giornata dell’8 dicembre deve servire a dire questo, non solo a incoronare un leader. Senza un partito forte alle spalle, nessun Governo da solo è in grado di cambiare l’Italia.
Il Partito Democratico ha bisogno di un Segretario che si dedichi, a tempo pieno, a ricostruire il legame con la società sulla base di una visione del futuro che non sia solo un programma di Governo. Il partito non può essere un trampolino di lancio per un altro incarico, ma un impegno, una missione a cui dedicarsi senza riserve. Il PD deve cambiare radicalmente partendo dal suo modo di stare tra le donne e gli uomini che sceglie di rappresentare, a cui vuole dare voce e potere. Dobbiamo darci a ogni livello organismi dirigenti profondamente rinnovati, più snelli e autorevoli. Dobbiamo valorizzare il pluralismo, ma contrastare il correntismo, privilegiando sempre passione, impegno, competenza.
Dobbiamo dare potere e risorse, anche finanziarie, ai nostri circoli, come luogo di organizzazione della democrazia, e come luogo di apertura al molto di buono che c'è fuori da noi, ai movimenti, alla rete del civismo, della solidarietà, delle autonomie locali. Dobbiamo costruire un partito che metta davanti a tutto l'etica e l'onestà, eliminando i doppi e tripli incarichi come un atto di moralità e trasparenza. Un partito comunità, aperto, intelligente, capace di progettare il futuro e di metterci al servizio della rivoluzione della dignità.
È tempo di crederci!

Gianni Cuperlo

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta.Arrexionis