giovedì 14 novembre 2013

EOLICO: CUI PRODEST, CUI BONO ?

Questa sera a Sardara , ci sarà un'altra puntata della lunga e non sempre limpida, vicenda che vede protagonista la produzione di energia dal vento. Attori, come sempre, singoli e piccoli Comuni e le loro comunità, da una parte e dall'altra Società per Azioni a vocazione di mercato, ultima in ordine cronologico ASJA AMBIENTE ITALIA S.P.A 
Come sempre avviene ed è avvenuto nel passato, il debutto in società per la realizzazione di un Parco Eolico avviene di soppiatto, fatte salve le procedure burocratiche che presiedono al procedimento amministrativo, nella fattispecie il 4 giugno us, la citata ditta ha trasmesso copia degli elaborati inerenti alla Costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica di potenza complessiva pari a 48 MW, al Comune di Sardara. All'incontro saranno presenti i tecnici dell'Ass.to reg.le all'Ambiente (Servizio SAVI) che iscriveranno agli atti " le osservazioni dei cittadini e gli elementi conoscitivi utili alla valutazione" e sin qui siamo alla procedura. Il punto però è cercare di capire cosa ci guadagnano le comunità locali e la Sardegna da questi impianti.

Vediamo quali interessi sono in campo.

Alla Comunita, al netto degli investimenti privati delle opere in capo alla società proponente, rimangono i canoni d'affitto, i diritti di superficie e le percentuali sugli incassi dell'energia venduta in rete. In soldoni  ci guadagnano 10/15 privati possessori dei terreni, qualche sponsorizzazione preventiva e successiva di attività sociali, qualche forse, investimento sui beni comuni. Certo in periodo di crisi acuta e di casse vuote, private e pubbliche chiunque non conosca la differenza è disposto a bere la sabbia.

Ma dove sta il vero guadagno ? Qui casca l'asino. Se infatti si limita l'analisi ad ogni singolo piccolo o medio Comune la risposta diventa complicata sia per le Amministrazioni che per gli interessi soggettivi di una comunità. Nel caso in esame il Comune ha espresso, in linea tecnica, un parere di non compatibilità sotto vari profili dell'intervento e quindi un parere contrario all'intervento.  

Ma la questione e di ben altra rilevanza perchè riguarda la Sardegna, perchè il rischio serio, ormai da anni è che il beneficio ambientale delle rinnovabili resti solo sulla carta e ai cittadini tocchi l'impatto ambientale e il conto sulla bolletta.

In Sardegna infatti da ormai oltre un triennio si produce più energia (vedasi dati TERNA più di 1000 Gigawattora)) di quanto ne abbisogni, e si dispone di una rete di distribuzione e di trasporto dell'energia isolata dal punto di vista strutturale con il risultato  che la capacità di esportazione di energia e di appena 1300 Mw è ci sono difficoltà oggettive a vendere quello che avanza e questo è un problema serio perchè la stabilità di una rete sovraccarica viene garantita con il distacco di alcuni impianti e la frequenza con cui  gli eventi critici  tendono a manifestarsi aumenta con l'aumento della potenza eolica installata . Questo significa che la riduzione della Co2 rimane sulla carta e le centrali continuano a bruciare combustibili fossili.

Se si aggiunge il dato politico che la Sardegna non è dotata di un Piano Energetico Regionale quanto mai essenziale perchè continuare a produrre  provoca quel GAP, urge una rigorosa pianificazione dei nuovi impianti (DDL 227 Cherchi aprile 2011) prima di autorizzarne dei nuovi.

Il  Cui Prodest è facilmente comprensibile, non solo i cittadini non avrebbero i benefici ambientali sarebbero anche gabbati perchè dovrebbero pagare il conto alla luce del fatto che " esiste l'obbligo di remunerazione dell'energia eolica non prodotta in caso di criticità del sistema elettrico ".

Il Cui bono  per chi è realmente quindi?
Solo per le imprese che fanno gli impianti e guadagnano dalla vendita dell'energia, anche quella non immessa in rete e dai certificati verdi. In cambio lasciano l'impatto ambientale e qualche soldo sui territori.
I cittadini continuano a pagare bollette salate perchè non esiste la scambio sul posto  in più se il sistema elettrico è instabile come in Sardegna continuano a respirare aria sporca. A tutto ciò si aggiunge la beffa dell'obbligo di remunerazione dell'energia eolica non prodotta. Che ovviamente paghiamo noi  in bolletta alla voce Oneri generali, tariffa A3.


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