martedì 5 novembre 2013

DEPRIVAZIONE: ma itta esti? Perchè questa parola è assente dal dibattito pre elettorale?


L'Assessore  alla Sanità della Regione, in una recentissima Conferenza delle Regioni, a proposito di Sanità, spesa sanitaria e costi standard, ha sostenuto che sarebbe utile far slittare l'entrata in vigore della norma al 2014 e che in ogni caso: -"La Regione Sardegna ha le sue peculiarità anche sulla sanità e l’ottenimento dell’indice di deprivazione può essere lo strumento normativo perché queste vengano riconosciute assieme alle particolari condizioni socio-economiche della nostra Isola".

Gli indici di deprivazione sono un complesso di misure che consentono di misurare le diseguaglianze tra entità territoriali definite.Per farla breve veniamo a noi. Consideriamo la Sardegna come l'insieme di 377 Comuni e vediamo perchè la Questione sarda è un elemento serio di specificità all'interno della Questione meridionale e come entrambe sono uno dei noccioli dello mancato sviluppo del sistema Italia o meglio dello sviluppo squilibrato del sistema Italia.
Gli ultimi dati disponibili ufficiali (ISTAT) risalgono al 2006, un periodo pre crisi diciamo. La fotografia che viene fuori è abbastanza preoccupante, l'avvento della crisi attuale, azzardo non può che aver aggravato il quadro già razionalmente fosco.
Due sono gli indici di deprivazione presi in esame dallo studio:
Deprivazione materiale (IDM) ossia la mancanza di beni,servizi, risorse normalmente goduto o almeno largamente accettate come beni primari.
Deprivazione sociale (IDS) ossia la non partecipazione nei ruoli ,relazioni,usi,funzioni,diritti e responsabilità implicati dell'essere membro di una data società o di un suo sotto gruppo.

C'è poi l'indice di area svantaggiata (IAS) che sintetizza le dimensioni dello svantaggio socio-economico e rappresenta una  misura complessiva utile per la pianificazione territoriale degli interventi socio-sanitari.

Primo indice IDM è calcolato per ciascun Comune, il risultato è che 191 Comuni ( cioè il 51% del totale) si trovano in condizioni di maggior disagio, corrispondenti alle classi "deprivati o molto deprivati" con una popolazione pari a 632.468 unità. 

Secondo indice IDS è calcolato per ciascun Comune come somma dell'IDM e del seguente indicatore % di famiglie monogenitoriali con figli dipendenti conviventi. Il risultato è che la quota dei Comuni appartenenti alle categorie di maggior deprivazione sociale è pari al 45% per un totale di 168 Comuni.

E veniamo al terzo indice IAS che è calcolato per ciascun Comune come somma dell'IDS e del seguente indicatore: indice di invecchiamento, come proxy di potenziale carico assistenziale e bisogno di sostegno sociale. Il risultato è che sono 216  (il 57%) i Comuni della Sardegna che appartengono alle aree di maggior bisogno socio-sanitario.

Lascio volentieri al libero arbitrio di ciascuno la risposta agli interrogativi del titolo di questo post, sottolineando solo un aspetto e ponendo un'ultima domanda: Ma sino a quando pietire a Roma sarà ancora possibile, quando a Cagliari non si fanno politiche incisive capaci di presentarci con i compiti a casa ben fatti , con i conti in ordine e una classe dirigente credibile?



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