venerdì 4 ottobre 2013

UNA KOBAJASHI MARU PER IL CSX SARDO

Ieri mattina pubblicamente, un caro amico mi ha definito un homo ludens. La sera, l'aspirante pro-tempore, candidata alla Presidenza della Regione per conto del teorico centrosinistra sardo a detto " a si uno dei 12" rispondendo al quesito del conduttore televisivo.
In entrambe i casi, trattandosi di due autorevoli esponenti del csx ho preso la cosa come uncomplimento. Ma essendo loro politici, non posso cavarmela con una battuta e avendo firmato un pubblico appello, ed toccato l'onere di propagandarlo in nome e per conto degli altri 11 miei sodali uomini e donne firmatari-cittadini di prim'ordine che sono stati Dirigenti della Regione, Presidenti di Ordini professionali, o che sono Assessori, Consiglieri Comunali Giornalisti professionisti, Dirigenti di importanti Consorzi di Tutela, Liberi Professionisti, Docenti di scuole superiori, Ricercatori universitari,Manager culturali ecc.
Bella gente che vive del proprio lavoro e che paga lo stipendio a coloro che occupano le Istituzioni, insomma, persone normali. Per loro è dovuto il dovere di replica in quanto sono loro grato per il tempo prezioso e per il contributo di idee, di competenza e di critica costruttiva che hanno dato e stanno dando e daranno, per tentare di sgombrare il campo dalle macerie che ogni giorno, in modo sempre più frequente, invadono lo spazio politico e culturale di questo csx sardo.
Lo fanno gratuitamente con la modestia di cittadini pensanti e a schiena dritta e non con la spocchia saccente senza sostanza alla quale il dibattito politico a sinistra si è e si sta sviluppando. Ma è cosi difficile comprendere che condizione minima per un qualunque credibile rapporto fiduciario tra eletti ed elettori richiede l'assoluta integrità etica di coloro che volontariamente e liberamente si propongono per occuparsi del governo della cosa pubblica in nome e per conto dei cittadini sovrani?
Cosi come richiedere di conoscere i contenuti di una proposta politica, culturale e programmatica chiara e condivisa tra alleati di una coalizione politica, parimenti indispensabile, è questione non di quantità ma di qualità  e di legittimità democratica della richiesta?
A me a noi cittadini discepoli, nel complesso, appaiono domande serie e siamo preoccupati che oggi queste condizioni siano  assenti a leggere la stampa ed ad ascoltare i dibattiti, in entrambi gli schieramenti e sul secondo aspetto anche nei competitori nuovi che si sono affacciati sulla scena in vista delle prossime elezioni regionali.
Chiunque tra i sardi senzienti e che vive in questo mondo ha chiaro il polso della situazione sia che si tratti, delle questioni del lavoro, dell'uso del territorio, di energia o di trasporti, della capacità delle famiglie di reggere l'urto della difficilissima crisi che stiamo attraversando, tutto questo è chiaro a tutti, tranne coloro che in qualche modo dovrebbero essere più sensibili e attenti alla condizione sociale dei cittadini. No questi non rispondono ai legittimi interrogativi,  proprio coloro che devono trovare soluzioni e risposte.
E' paradossale come certo modo di intendere la politica oggi soprattutto a sinistra giudichi con inopportuna sufficienza e fastidio il fatto che cittadini che vogliono bene alla sinistra e al centrosinistra per storia, cultura atti e fatti, trovino interlocutori cosi inadeguati.
Mi chiedo-ma se domande e dubbi fossero avanzati in modo garbato da un solo cittadino, egli non avrebbe diritto in una democrazia matura come la nostra ad avere una risposta?
A noi tutti e ad una quota rilevante dei sardi, è abbastanza chiaro che cosi come sono messe le cose questo centrosinistra non va da nessuna parte. Al massimo si trovano collocazioni garantite per i singoli competitori, ma si distrugge quello che resta della  nostra amata Sardegna e cosa gravissima si nega l'idea di futuro.
Allora, quando le cose sono messe cosi e, purtroppo sono messe peggio, occorre decidere:- se salvare la Sardegna, o le singole carriere politiche individuali, occorre la mossa  Kobayashi Maru.
Occorre cioè che tutti i cittadini, in un campo e nell'altro, s'impegnino per costruire la propria rappresentanza politica e un programma  di governo capace al contempo di fare pulizia dello status quo e della classe dirigente,che attualmente costituiscono una zavorra per qualsiasi condizione minima di competitività alternativa tra il campo conservatore e quello riformatore, tale che chiunque vinca abbia credibilmente la possibilità di avviare una nuova fase di sviluppo per la società e l'economia sarda, senza inciuci o grandi ammucchiate.Chi vince governa, chi perde controlla.
Noi continueremo caparbiamente a lavorare perche questo avvenga con l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione, speriamo di incontrare tanti altri sardi dentro e fuori i partiti che come noi hanno a cuore il futuro di figli, nipoti e per quanto ci riguarda quello della sinistra.

1 commento:

  1. Tra i tanti e interessanti link della tua pagina,non sarebbe fuori luog IL MANIFESTO SARDO.

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