giovedì 17 ottobre 2013

IL CENTROSINISTRA A RISCHIO BALCANIZZAZIONE







Ci sono robusti indizi, per non dire prove concrete, che il Centrosinistra sardo lasci nel campo in occasione delle elezioni, solo la sua balcanizzazione politica e culturale.Troppi segnali evidenti e ancor più celati, portano ad un unica conclusione:- ciascuno per se e Dio per tutti.
Dove Dio sta per garantiamoci solidalmente e reciprocamente le nostre posizioni personali il resto, cioè sardi e la Sardegna,sono questioni sostanzialmente ininfluenti per questa tornata elettorale.
Non si scorge da mesi nessun atto o passo serio e concreto dal quale si possa ragionevolmente desumere che, a partire dal PD si sia o si stia lavorando con intelligenza e concretezza per costruire un sistema valoriale, di programma e una alleanza politica ed elettorale capace di offrire ai sardi una proposta e una visione del futuro della Sardegna che abbia una leadership credibile e sia elettoralmente vincente e che sia percepita tale dalla maggioranza del corpo elettorale. 
L'elenco degli indizi sarebbe lunghissimo sia sul versante degli atti evidenti, di quelli meno evidenti, che di quelli non posti in essere. Basta fare tre esempi:

a- a poco piu di 120 giorni dalla data presunta delle elezioni regionali, il centrosinistra sardo ancora neanche letteralmente può essere definito tale. Non esiste a oggi un perimetro chiaro e definito di una possibile alleanza;
b- nonostante il cazzeggio di mesi al tavolo ufficiale del centrosinistra convocato e sconvocato diverse volte, non solo è assente uno straccio di programma, fosse anche per punti fondamentali sui nodi strutturali che occorre affrontare in fase di governo, l'unica cosa certa e concreta degli incontri sono: il tavolo e le sedie;
c-il modo, il contenuto e le risultanze della scelta della leadership messi in campo dal PD con le primarie, lungi da produrre esiti positivi hanno complicato e reso più evidente il vuoto politico, programmatico e culturale di una non alleanza;
Per amor di patria non si sottolinea in questa sede la questione etica, perche sarebbe come sparare sulla croce rossa, benche sia questione abbondantemente presente nella testa, nel cuore, nell'anima  ed anche nello stomaco di migliaia di sardi a destra come a sinistra. Si richiama solo per testimoniare di come sia grande, siderale, la distanza tra questa classe dirigente e i cittadini;

Certo non mancano tentativi pazienti e faticosi di tessitura e di elaborazione di proposte di rapporti anche oltre il cd centrosinistra, tuttavia anche dalle quelle parti, quelle dell'indipendentismo a caratura riformatrice e sovranista che si autodefinisce ne di destra ne di sinistra,pur presentando una certa elaborazione di contenuto avanzato sui temi caldi e decisivi per il futuro della Sardegna, quali credito, energia, assetto del territorio, innovazione e cultura, risente di una mancanza di innervature politiche e di insediamento sociale ed elettorale tale da essere percepite dai più, competitive e quindi capaci di vincere la sfida contro la destra.
E' chiaro che chi semina vento raccoglie tempesta ed Eolo ha molti adepti nei piani alti nei quali frequentano i big della politica, cosi come il rischio che i partiti minori a sinistra oscillino tra il culto di Ares con i tratti della versione greca o alla meno peggio quello di Marte nella versione romana, entrambe cmq forieri di guerra, ergo di lacerazione e sconfitta.
Qualunque soluzione infatti; che non sia quella derivante da una  robusta alleanza politico- culturale elettorale, che si fonda su impegni riformatori coerenti, inclusiva nella massima chiarezza e coerenza, di quelle forze che oltre la sinistra classica  intendono con fatti e atti impegnarsi in un processo di ridefinizioni politico, istituzionale, degli assetti di potere e capace di delineare un nuovo modello di sviluppo sostenibile e promuovere una nuova e competente classe dirigente, esente da ombre sulla questione morale ed eticamente irreprensibile, non produrrebbe nulla di buono.
La responsabilità maggiore come e naturale e logico nella vita ed anche in politica, ricade sui soggetti adulti più grandi, nel fattispecie il PD sardo il quale si trova ad un bivio:- o riallinea le sue scelte di strategia e di leadership e le sintonizza con un sentire diffuso largo a cominciare dal proprio elettorato ma anche oltre tra la larga fetta di un sentire comune dei sardi  e concorre a costruire una alleanza vera e politicamente coesa e con una leadership autorevole e forte e riconosciuta tale dai partiti e dalla società sarda oppure sarà la balcanizzazione del centrosinistra sardo e l'affermazione della destra non perche sia vincente, bensì perche la miopia e l'interesse individuale dei gruppi dirigenti scientemente decidono di far perdere sardi e Sardegna solo per continuare a garantire se stessi.     



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