lunedì 16 settembre 2013

SARDEGNA : UN PIANO VERDE per uno sviluppo sostenibile

La green economy è un processo complesso che non rappresenta solo il passaggio da un’economia tradizionale a un’economia più verde, ma presuppone un cambiamento radicale nella struttura, nella cultura e nelle pratiche che caratterizzano la società. E questo cambiamento sarà tanto più radicale quanto più potrà essere generato dal territorio e dalle comunità locali che interpretano più velocemente e più capillarmente i bisogni di una società in evoluzione.Il documento elaborato dagli Stati generali della green economy nei giorni scorsi può e deve costituire uno dei punti cardine del piano verde regionale per un nuovo sviluppo sostenibile della Sardegna.

Trasformare i  paesi  le città in veri e propri laboratori sperimentali di green economy. Questo una delle tre direttrici del nuovo “Piano Verde” per l’Italia che Regioni ed Enti locali attueranno insieme, nell’obiettivo comune di rivitalizzare il tessuto produttivo nazionale. La nuova roadmap su cui lavorerà il gruppo di lavoro formato dalle amministrazioni locali è stato presentato in occasione la decima e ultima Assemblea programmatica nazionale in preparazione degli Stati Generali della Green Economy, l’evento, organizzato dal Consiglio Nazionale della Green Economy per i prossimi 6 e 7 novembre a Rimini.

Programmazione dei Fondi strutturali per sviluppare l’innovazione nelle imprese e nei territori: il documento propone che le Regioni convergano nel proporre misure coordinate a livello nazionale sulla green economy per fare massa critica, coordinandosi per implementare di un sistema di monitoraggio omogeneo.

Mercati verdi pubblici e privati: il Piano propone di agevolare il raggiungimento dell’obiettivo del 50% di appalti verdi, tramite l’offerta di strumenti di supporto a Regioni e Enti Locali e di promuovere la formazione presso le Pubbliche Amministrazioni e gli operatori economici di informazioni corrette e puntuali per creare una nuova cultura e sensibilità presso le Stazioni Appaltanti. Inoltre prevede di prendere la Città come ambito privilegiato di riferimento per operare sulla qualificazione di settori chiave dell’economia nazionale con interventi sull’innovazione e la ricerca.

Credito e Fiscalità ambientale: si propone di allungare l’orizzonte temporale agli strumenti di incentivo più efficaci come il bonus fiscali del 65% e 55%, riformulando il mix di strumenti fiscali di competenza nazionale/regionale e/o comunale al fine di privilegiare lo stimolo alla produzione e al consumo eco-compatibile.

Sviluppo di partnership pubblico-privato: le proposte per questo capitolo prevedono di dare impulso a livello nazionale per la trasformazione dei distretti industriali in eco-distretti, di stabilire e incentivare forme di partecipazione pubblico private che facilitino la ricerca e lo sviluppo di innovazione green e sostenere attività specifiche per la valorizzazione del Made in Italy anche sotto il profilo della qualificazione ambientale.

Tutela e valorizzazione dei territori: il piano suggerisce di definire meccanismi e strumenti per sbloccare la possibilità di intervento degli enti locali consentendo, ad esempio, di derogare al patto di stabilità per spese di interventi di prevenzione, tutela e messa in sicurezza del territorio.

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