giovedì 29 agosto 2013

ALLE LEADERSHIP IN CAMPO URGE UNA LEGITTIMAZIONE POPOLARE ....

...e un pizzico di buon senso....


Tra qualche giorno sapremo quanti e quali contendenti del PD avranno i requisiti per essere candidati alle primarie del centrosinistra previste per il 29 Settembre prossimo venturo.
Sulle primarie, ovvero sul sistema di selezione delle leadership e dei programmi da proporre al corpo elettorale, si è detto, scritto e sentito di tutto.
Noi stessi abbiamo elaborato un appello pubblico il 23 maggio u.s, al tavolo del centrosinistra per invitarlo ad invertire l’ordine delle priorità della discussione e ad immaginare un percorso di legittimazione della leadership con contenuti e modalità aperte ed inclusive (http://pierluigimarotto.blogspot.it/2013/05/appello-al-centrosinistra-sardo.html) 
Sappiamo come andata la discussione e ragionevolmente si può prevedere cosa succederà da qui al 29 Settembre.
Il tema non eludibile, da nessuna delle leadership in campo oggi e da quelle che intenderanno manifestarsi era e rimane; il chi, il soggetto, che legittima programma e candidatura da sottoporre all'attenzione delle elettrici e degli elettori sardi, perchè è abbastanza chiaro che per le prossime elezioni regionali i contenuti del programma di governo e la scelta della leadership non possano essere assunte unilateralmente da un singolo partito, da un gruppo di partiti e/o di movimenti della società civile.
Certo formalmente è possibile e l'art.49 della Costituzione è in vigore, ma non vi è certezza alcuna che nel corpo elettorale ci sia la disponibilità a riconoscere di fatto i diritti dell'elettorato attivo e passivo e il ruolo che i Costituenti affidarono ai partiti politici come ampiamente si sono incaricate di dimostrare le elezioni e i sondaggi di opinione in tutti questi mesi.
Nel Centrosinistra poi il tema della partecipazione è tra la sua ragion d'essere, per queste ragioni politiche, per non portare il fronte riformatore e sovranista tutto, oggi diviso alla sconfitta, sarebbe cosa buona e utile che tutti,  coloro,uomini e donne che con percorsi diversi e con progetti originali hanno iniziato la loro corsa verso le  prossime elezioni sottoponessero i loro progetti politico programmatici con i quali pensano di servire la Sardegna e la loro  personale candidatura, al vaglio dell'unico vero Sovrano: le elettrici e gli elettori sardi che secondo il principio una testa un voto a carta d'identità, intendono esercitare il proprio potere diretto e dirimente sulla classe dirigente  e sui programmi che dovranno essere sottoposti al vaglio del popolo sardo.
I vari: Barracciu, il Murgia e la Murgia, Ganau,Deriu e altri che verranno, hanno l'intelligenza, l'umiltà , la generosità e la lungimiranza per rendersi conto che un fronte riformatore ampio articolato e politicamente coeso e solidale, può offrire una valida e seria alternativa di governo capace di rendere concreta e credibile la prospettiva antica e straordinariamente moderna dell'autogoverno del popolo sardo?
Ci sono state stagioni nelle quali la Sardegna ha indicato e aperto nuove ed avanzate prospettive di assetti politici a tutta la nazione, cosi come ci sono stati suoi figli che hanno determinato il processo di emancipazione di milioni di uomini e di donne, certo non tutti e non sempre si può essere dei giganti politicamente parlando, ma chiunque e volontariamente aspira al governo della cosa pubblica e crede nella politica può sempre liberamente tendere ad esserlo basta avere un pizzico di  buon senso, appunto.

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