lunedì 5 agosto 2013

ADESSO VEDO PIU' CHIARO

quello che voglio fare. Ma anche le ragioni per non farlo, più che mai. (C. Nivola)


Si chiudeva cosi un bellissima intervista rilasciata a Long Island dall'artista di Orani nel 1978 al giornalista Mario Faticoni, diventata poi un libro dal titolo quanto mai attuale: Svegliatevi Sardi.
Sono trascorsi 35 anni, e quei temi e quelle riflessioni risultano attualissime e temo non superate e non superabili visto lo stato d'incasinamento che si prospetta a destra, a manca, tra gli ambidestri a caratura indipendente o giù di li e fortunatamente mancano all'appello quelli a ditada de unu.
Ora i termini delle questioni sul tappeto sono abbastanza semplici, nel senso che il quadro o lo scenario se si preferisce sono chiari.
a)-Abbiamo una Legge elettorale regionale che produce come effetto un vincitore e uno sconfitto, 58 consiglieri sono eletti nei collegi provinciali gli altri 2, uno fa il Presidente l'altro il capo dell'opposizione il che non modifica la stratificazione culturale ideale presente in Sardegna, dove tra l'altro alla naturale divisione tra dx e sx si deve sommare la tradizione figlia del filone sardista e di quello indipendentista, ma genera quel risultato politico-istituzionale, ergo se non esiste un blocco sociale, politico e culturale che consapevolmente e solidalmente si presenta ai sardi e chiede loro il consenso, con 36 seggi di maggioranza si profila dura, a prescindere;

b)-Il cdx discute al suo interno se ricandidare o meno il Presidente uscente, (sempre per stare all'incipit del post) se fossimo in America il problema ovviamente non si porrebbe, li vale la regola che non si cambia cavallo durante la corsa, (digressione, temo che anche il csx romano, viste come si sono messe le cose faccia lo stesso errore, sarebbe curioso dopo il casino che ha combinato con l'elezione di  Letta  a premier che si lacerasse per stabilire chi sarà il candidato premier alle prossime elezioni politiche, in realtà non c'è da stupirsi nel 2001 dopo aver bruciato Prodi, essersi bruciato D'Alema, fu sacrificato G. Amato, come andò a finire e storia, controllare per credere);

c-Il csx sardo naviga a vista, sarebbe più corretto dire galleggia a dispetto del principio di Archimede, mia Nonna direbbe si ettada che zruppu in loghe e festa, io propendo per Nonno che direbbe una brebei media. Non si capisce come, a partire dall'azionista di maggioranza il Pd, si pensa di voler vincere le elezioni regionali con:- regole esclusive,idee programma non pervenuto, competitori per la scelta della leadership unu sfacciccu mannu; in somma più che una coalizione, una sgangherata compagnia dove vige il motto ciascuno per se e Dio per tutti;

d- in questi mesi ho avuto il pacere di interloquire con i leader di tutto quello che si muove e si agita fuori del centrosinistra classico, amicizie di lunga data sperimentate senza mai essere ne prono ma solo me stesso, da Muledda a Maninchedda, da Franciscu Sedda a Michela Murgia, sino alla sinistra dell'impegno civile dei vari Schirò, Tagliagambe, Marilotti, Biolchini,Pirina e forse anche qualcuno che mi sfugge, il fifty-fifty years old si fà sentire chiedo venia, ho trovato in tutti questi interlocutori un tratto comune sul piano politico culturale e ideale sulla sfida di governo che sottende alla prossima legislatura e che per comodità e sintesi  definisco le ragioni del sovranismo, cioè tutti consapevoli che per ragioni oggettive sarà una legislatura di transizione tra quello che non c'è più, e quello che dovrà essere il futuro del popolo sardo e della Sardegna che guarda al 2050 e che pertanto occorre vincerle le prossime elezioni regionali. Quello che non ho trovato, non perchè sia impossibile, quanto perchè si marcia in ordine sparso, è come e con chi. Ci sono coloro che escludono a priori l'ambito del csx, quelli che pensano solo nel csx e quelli che in nome del superamento del concetto di destra e di sinistra si accreditano cmq nel csx, dimenticavo c'è anche un filone che ormai certo che il confronto terreno della politica sia impraticabile e quindi si affidano alle mani di un uomo di Dio;

e- Ora sommessamente vorrei ricordare a me stesso che cambiamento significa movimento. Movimento significa frizione. Il movimento o il cambiamento senza frizioni o conflitti appartiene solamente al vuoto rappresentato da un mondo astratto che non esiste, allora ma per cazzo nessuno sente il bisogno di fare un passo avanti, si prende la briga di convocare un'incontro tra tutte queste energie che lasciate sole sono solo testimonianze nobili, ma solo testimonianze e prova ad offrire una maledetta sintesi politica e culturale non utile a se stessi ma vincente e utile per i Sardi? Certo una figura cosi non si trova a chili su piazza, però esiste c'è, in qualche modo a concorso nel bene e nel male a determinare un cambiamento possibile nell'asfittica politica sarda fatta sempre dai soliti noti, lo dico non essendo mai stato prono nei suoi confronti quando era in auge, ne rancoroso come molti della sua corte attuali, ma leale nel sostenere e condividere e caparbio nel segnalare limiti ed errori in tempo reale, invero inascoltato e con tristi esiti finali per tutti.
Mi riferisco evidentemente al Presidente Soru, che con la mezza scelta fatta può determinare esiti esattamente opposti: nefasta se decide di candidarsi, giovevole se sceglie se si pone attivamente in posizione terza e chiama tutti alla ragione e al sentimento. Può e deve farlo perchè metterebbe fine a questa Cronaca di una morte annunciata del film che appare andare in onda in anteprima in Sardegna e non solo.

Da mesi lavoriamo per portare a sintesi i temi che sottendono al cd Sovranismo, alla sintesi oggi possibile,viste le condizioni storiche e culturali date. Mettiamo questo piccolo lavoro a disposizione chi può e a i mezzi faccia la sua parte, con generosità e lungimiranza perchè qualche volta il sentimento è più forte di qualsiasi egoismo o legittima aspettativa personale, in fondo il cuore ha ragioni che la ragione non conosce e credo che nessuno oggi possa arrogarsi il diritto di impedire al grande cuore dei sardi di battere e di battere con vigore  per il proprio futuro e per quello dei propri figli e dei propri nipoti.
Ad majora!

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