martedì 30 luglio 2013

SCOMMETTERE SULL'INTELLIGENZA E LA CONSAPEVOLEZZA DEI SARDI

Con l'incontro di ieri sera con la delegazione ufficiale dei partiti del Centrosinistra sardo si chiude un primo ciclo d'iniziativa politica, di confronto programmatico e valoriale della carovana partita lo scorso Aprile e che si pone l'obiettivo di concorrere alla costruzione di un progetto politico, culturale e di governo per una Sardegna Sostenibile & Sovrana.
Con l'appello pubblico ai partiti per primarie aperte, una testa, un voto a carta d'identità, abbiamo voluto segnare un indirizzo culturale e politico che a nostro avviso deve caratterizzare l'agire della coalizione di tutta la coalizione durante tutto il processo di selezione delle primarie, a primarie concluse e cosa non secondaria durante l'eventuale azione di governo.
Non si è trattato infatti di una mera questione di metodo, la questione attiene alla sostanza ed essa riguarda la partecipazione in forme organizzate e certe, dei cittadini in tutte le fasi che presiedono alla costruzione e all'esercizio del governo della cosa pubblica.

Da tempo abbiamo segnalato e non a torto, che la questione del controllo e della verifica seria di contenuti e coerenze da parte dei cittadini, non si risolve esclusivamente nella fase temporale preventiva e in quella decisionale elettorale. Essa può è deve esplicarsi durante tutto l'arco dell'azione di governo sui temi di rilevante interesse per i sardi.

Il tempo del mandato quinquennale e degli uomini soli al comando è morto e sepolto, perchè non ha prodotto il cambiamento, anzi ha concorso a rafforzare interessi individuali e di fazione. L'esercizio del potere da parte del popolo sovrano rimane uno dei tratti distintivi, dei connotati salienti, di una moderna sinistra riformatrice, almeno sino a quando si saranno ricreate le condizioni per dare corpo, credibilità e sostanza al dettato dell'art.49 della Costituzione.
E per queste ragioni che abbiamo ribadito con forza che cosi come si è delineato il confronto tra i partiti e dentro di essi, tra le diverse soggettività, il rischio reale è che il centrosinistra arrivi all'appuntamento debole sul piano politico e soccombente sul piano elettorale, stretto tra il grillismo e un centrodestra inefficace sul piano del governo ma capace di spendere e spandere a piene mani demagogia a spese dei sardi.
Occorre scommettere sull'intelligenza e la consapevolezza dei Sardi e per farlo occorre essere coerenti e credibili, eticamente motivati e capaci d'indicare la via del cambiamento e fare la scelta generosa in favore di un profondo ricambio di classe dirigente e di personale politico.
La cultura identitaria, la lingua sono la prima infrastruttura primaria, lo sviluppo sostenibile è la griglia alla quale sottoporre il nuovo modello di sviluppo: -energetico, rurale agroalimentare e della pesca,edilizio, turistico e dell'innovazione e della ricerca.
La Sovranità è lo strumento per affermare il protagonismo dei territori, degli enti locali e della Regione nei rapporti negoziali interni e in quelli con lo Stato italiano, secondo la pratica critica sancita dal  Principio dell'Autodeterminazione dei Popoli riconosciuto e riconoscibile nel Diritto Internazionale. 
Non è il momento  delle scelte a metà, per intenderci del si ma anche, di veltroniana memoria. Questo non significa lasciare nessuno indietro o nel nulla tra il deserto occupazionale che c'è e il futuro che occorre costruire, ma deve essere chiara la direzione di marcia e l'obiettivo finale e questo richiede intelligenza, coraggio e consapevolezza. I Sardi in questi anni e in questi mesi hanno dimostrato di essere intelligenti, consapevoli e capaci, di fronte ad un progetto serio e concreto e a persone competenti e credibili, di scegliere la via del cambiamento e di appassionarsi al futuro loro, dei propri figli e dei propri nipoti.
Se il Centrosinistra, i movimenti cd sovranisti, le associazioni di liberi cittadini, sapranno avere questa visione, senza inventarsi soluzioni di corto e cortissimo respiro sarà possibile offrire ai Sardi la possibilità di una scelta netta tra innovatori e conservatori.
Tutte le posizioni politiche,culturali e valoriali, tutte quelle che attengono alla politica con la p maiuscola, sono in campo e devono avere pari dignità.
E' compito del centrosinistra creare le condizioni affinchè l'insieme dei punti di vista che hanno sostanza ideale e culturale abbiano diritto di tribuna di fronte alla platea dei sardi e questo comporta non solo la mera garanzia del diritto a  poter concorrere ma anche la responsabilità politica di rendere quel diritto esigibile da parte di chiunque abbia volontà di esercitarlo, cosi come sono configurati i vari codici, regolamenti e quant'altro comunicatoci, non si consente la concreta esigibilità del diritto a concorrere.
Mettere sullo stesso piano Europarlamentari, Presidenti di Provincia,Consiglieri regionali,Sindaci di grandi Città, Manager internazionali, con le candidature della società civile che vogliono esercitare le proprie prerogative costituzionali in quanto titolari di sovranità, appare una operazione di cortissimo respiro politico e nega alla radice lo straordinario valore aggiunto che queste forze possono dare alle determinazioni formali dei partiti stessi del centrosinistra.

Siano i Sardi con la loro intelligenza e consapevolezza ha determinare le scelte strategiche,valoriali  e di leadership che dovranno essere alla base della competizione del 2014 liberamente e senza azzeccagarbugliate regolamentari, che in nome di regole comuni mettono sullo stesso piano Re e scudieri, elefanti e gazzelle, carriarmati e tricicli, lepri e tartarughe, con i primi a busta paga e mezzi di proprietà pubblica con i quali affrontare la competizione. In ogni caso se messi all'angolo. seppure a mani nude non faremo mancare il nostro punto di vista.
ad majora

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