mercoledì 10 luglio 2013

CAOS CALMO

nella casa del centrosinistra sardo. Oppure come si dice da noi- Domo chena misura, domo chena ventura.


L'ultima puntata, era stata quella dello scambio epistolare pubblico tra il segretario del PD, il giovane reggente di SEL e il Presidente nazionale di Rossomori di quella che potrebbe definirsi, senza scherno alcuno, la tragicommedia del tavolo politico del ciesseics. Le cronache infatti informavano i sardi che il prossimo Venerdi di questo luglio finalmente in concordanza di fase con la stagione che lo ospita, sarebbe stato il giorno per dirimere le ultime quisquilie ordinamentali (tipo se gli avvisati di garanzia, sono candidabili o meno, o le primarie fossero aperte a tutti i cittadini e se le firme necessarie fossero 2000,3000, o 5000 per avanzare candidature della cd società civile). Tutto lasciava presagire che dopo la firma sul referendum di Doddore, ultima palese e offensiva dell'intelligenza, trovata elettorale, del Presidente della Regione pro-tempore in carica, i dirigenti avessero recuperato saggezza e lungimiranza non tanto e non solo per il loro tornaconto personale, quanto e soprattutto per il futuro delle genti di quest'isola.
Nudda, pia illusione a 48 dall'incontro un panetto di C4 ad alto potenziale è stato fatto esplodere dal neo parlmentare di SEL, ex de facto coordinatore, ma in diritto plenipotenziario dell'inquilino di palazzo Madama vero dominus dellasinistraoppurevendolasarda.
Cosa dice il compagno Emmepi, testualmente" il centrosinistra deve aprirsi alla società civile e ai movimenti per “riconnettersi, culturalmente e politicamente, con la società sarda e le sue energie vitali, per recuperare la creatività, l’apertura, lo spirito d’innovazione e la capacità di relazione che dovrebbe sempre caratterizzare il campo dei progressisti e aggiunge per chiarire meglio il perimetro “tutte le componenti sovraniste della politica sarda e ai mondi che in questi mesi hanno aperto una interessante discussione intorno alla ipotesi di una candidatura di Michela Murgia affinché – spiega Piras – quanto prima ci si possa incontrare, si possano confrontare idee, progetti e prospettive per una Sardegna nuova e migliore. Restando separati rischiamo di perdere un’occasione storica, quella di imprimere una svolta al dibattito politico sardo, quella di determinare finalmente un cambiamento in positivo per il nostro popolo”.
Risponde a muso duro, il Segretario nazionale di Rossomori "“Anzitutto  v’è da capire se si parla a nome di se stessi o di Sel, anche perché mai sono state poste sul tavolo di coalizione certe questioni.Nella dichiarazione si fa riferimento a Michela Murgia e all’area sovranista. A questo punto vorremmo sapere se Sel sia stato chiamato ad assumere un ruolo di mediazione. Ricorderei anche l’attacco ai sovranisti da parte di Michela Murgia!.Dobbiamo prendere atto di un mutamento delle posizioni di Sel in ordine all’indipendentismo? Ricordo la netta opposizione (solo qualche mese fa) alla nostra proposta, sempre valida, di un’apertura a forze indipendentiste. Siamo stati proprio noi Rossomori, partito sardo e sovranista per eccellenza (SeL finge di non vederci cercando forse a Bari i sovranisti), a ritenere necessario un confronto ed un’apertura al mondo indipendentista che si riconosca nei valori della sinistra e che volesse scegliere la strada della responsabilità di governare”.
Fedele al motto di Mark Twain - L’uomo è l’animale che ragiona. Così si dice.Penso che se ne possa discutere; aggiungo io liberamente ed avendo pubblicamente e per tempo posto proprio a SEL e i Rossomori in occasione delle loro riunioni per analizzare il voto delle politiche del febbraio scorso, alcuni dei temi oggetto dell'ultima tenzone mediatica e non solo alcuni, provo a metter in riga qualche riflessione con spirito costruttivo e con l'ambizione di una qualche utilità per chi ha responsabilità politiche a quel tavolo.

Che il csx sia a pezzi a Roma come a Cagliari, ormai è evidente anche ai cadaveri. Che Grillo sia l'effetto e non la causa della crisi dei partiti e della sinistra in particolare è evidente a tutti, al netto dei gruppi dirigenti in primis del PD ed al resto della sinistra formale. Che in Sardegna questo stato predecomposizione non sia avvertito è testimoniato non tanto e non solo dal risultato del voto politico e dal consenso uniforme raggiunto da Grillo su tutto il territorio regionale, Città comprese,quanto dal fatto che l'andazzo del csx, passata la prima e la seconda ondata di paura, terminate con il governo Letta-Alfano, ha ripreso a scherzare con il fuoco incurante del profondissimo malessere culturale e politico delle elettrici e degli elettori al quale si sommano i morsi di una crisi che in Sardegna a connotati ben più gravi del resto del paese.

Ora che sia essenziale una prospettiva politica e di nuovo sviluppo e di superamento della fase 65ennale dell'Autonomia  e del modello di sviluppo esogeno ad essa collegato e che un esercizio rafforzato avanzato e nuovo dei poteri autonomistici che può essere riassunto nel termine Sovranità, sia non solo urgente ma anche utile è sempre più evidente anche a quelle frange che con un percorso culturale non facile hanno deciso di uscire dalla promozione intellettuale dell'indipendentismo e accettato la sfida della responsabilità e quella del governo (lo testimonia l'annunciata candidatura della scrittrice M. Murgia con qualche contraddizione intrinseca), il movimentismo di IRS e la stessa ormai quasi certa discesa in campo di un candidato autoctono di radice grillina (sondaggi invernali permettendo). Cosi come il fatto che i connotati di questa nuova fase debbano avere i caratteri della sostenibilità, del legame con genti e territori e che il termine di confronto negoziale e/o di scontro con il governo nazionale debbano essere essenzialmente endogeni e che richiedano una nuova soggettività responsabile di tutti i sardi, tutto questo, appare sempre più l'orizzonte nuovo è avanzato nel quale collocare analisi, iniziativa e proposta per una sinistra moderna e capace di delineare il futuro. Ogni nuova fase  politica e culturale per essere credibile e per potersi definire tale richiede che la classe dirigente che ha guidato la Sardegna sin qui, non possa e non debba guidare la nuova fase, richiede generosità e lungimiranza per favorire il necessario ricambio, che porterebbe  utilità per tutti perche consentirebbe, non solo di archiviare una lunga stagione senza processi di rottura, rancorosi e di piazza, quanto e perche  se questo avvenisse sarebbe l'unica vera reale e certa possibilità per questo sgangherato centrosinistra di entrare in partita in modo competitivo e alternativo alla demagogia populista della destra e cosa assai importante di vincere le prossime elezioni regionali che a loro volta aprirebbero altri processi inevitabili di natura politica e culturali verso una sardizzazione della politica nostrana e a mio avviso anche utili alla stessa sinistra italiana. L'alternativa a questo nuovo orizzonte del csx, l'ostacolo, il freno, l'ostracismo o solo anche lo smorzare, il sopire porterà inevitabilmente alla sua marginalizzazione. Cummenti naranta is antigus: Domo chena misura, domo chena venturaAppunto.
Ad majora

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