lunedì 10 giugno 2013

SVILUPPARE LA CULTURA PERCHE LA CULTURA E' SVILUPPO

............Taccuino di appunti  per fare della Cultura la prima infrastruttura materiale ed immateriale, l'asset strategico e  decisivo per il futuro della Sardegna. 
San Sperate luogo emblematico e rappresentativo del territorio-regione, il paese museo visto attraverso gli occhi dei suoi artisti,  per evidenziare i temi dell'identità, delle lingua, dell'uso della terra, dell'arte, del bello e del brutto, dell'importanza del paesaggio, dell'accoglienza e dell'integrazione, dello sviluppo rurale e della promozione di un turismo colto e sostenibile, microcosmo di tante piccole  contraddizioni e grandi potenzialità che sono racchiuse al suo interno e che sono le stesse che avviluppano la Sardegna di oggi e che condizionano quella di domani. Un incontro emozionale senza hit parade prefissata tra nomi e rango artistico, un improvviso piombare nella quotidianità dei singoli senza comunicazione preventiva con  casualita data dalle circostanze.

 L'artista autodidatta.
L'artista nel suo laboratorio
Raffaele Muscas, sessantacinquino andante," quello che preferisco che mi attira della mia passione di artigiano d'arte è quello che ancora deppu fai"
Un passato da operaio nell'industria tessile del villacidrese, con il sogno e la certezza sin da ragazzino del saper del voler disegnare.
Quello che lo spinge, l'ora X che fa scattare nel concreto il suo sogno è il movimento muralista alla fine degli '70, figlio della rottura introdotta da Sciola al suo rientro dalle esperienze oltre Tirreno.
"I miei primi lavori, quelli che uniscono l'operaio tessile che sono stato, all'arte pittorica, sono i disegni con al centro l'assemblaggio di porzioni di paesaggio con piglio che definisco oggi scultoreo, Punti di vista di un gioco di linee ed equilibri, ma capisco subito che questi primi lavori non mi soddisfano. Scelgo quindi l'olio come elemento legato al cromatismo e nella tela prendono corpo figure, con particolari in evidenza sproporzionati ma anche decisamente con una loro proporzionalità intrinseca. La donna in modo particolare assume una rilevanza nelle mia opera pittorica perche essa è la bellezza è la fragilità, perche la donna è attraente,ma deve avere quello pizzico di seduzione, senza volgarità 

Interessante questa visione che con candore esprime Raffaele, in tempi dove la cronaca quotidiana ci regala tutt'altra versione del modo con il quale gli uomini sempre più di frequente e tragicamente trattano la donna, quasi un tratto romantico dal sapore antico.
Il rapporto tra uomo e donna è per me come la grande questione tra bene e male, non nel senso della mela, quanto nel senso che se non c'e l'uno non esiste l'altra. E' sulla base di questi assunti, che dico che in me nella prima fase prevale la vena pittorica, in quanto, mentre la scultura è reale, la pittura ha una dimensione onirica, fantastica, con il pennello tento appunto, a soggetto donna, di dare corpo alla bellezza ma non nel modo classico.

Torniamo al passaggio tra raffigurazione pittorica del tuo bello alla  seconda stagione del tuo essere autodidatta-artistista, dove nasce il volume, la tridimensionalità delle tue opere;
"Nasce dal tatto, nasce dal toccare i muri nei quali i murales si raccontano e raccontano storie. Nasce dall'irregolarità, dalla ruvidità, dal senso di materialità che si percepisce toccando un murales.
E' la materia che spinge la mie ricerca artistica verso l'abbandono del pennello pittorico. Passo nell'uso del colore, delle forme con sproporzioni proporzionate dei protagonisti delle mie opere, all'uso delle sabbie quarzate, elemento di materialità al tatto. Sensazioni che le figure ancorche prospettiche su  tela, non rendono percepibile se non visivamente quella materialità  concreta dell'opera. Ecco come arrivo all'uso del quarzo e un nuovo uso del colore, che io mentalmente vedevo ma che la vecchia tecnica non mi restituiva, due  fattori che hanno reso possibile quel volume, quella tattilità quella sintesi tra scultura e pittura che mi permette di collocare il mio sogno, nel mio paradiso natio, il mio luogo non solo fisico ma mentale che sin da bambino immaginavo essere la mia dimensione.

Sin qui l'arte, le tecniche e l'artista, ma l'uomo su sparadesu, com'è, come percepisce la quotidianità di paesano e  la sua comunità;
"San Sperate è indubbiamente un centro di cultura straordinario, un luogo dove si produce e si consuma cultura e non solo artistica, ma anche agricola, artigianale e di servizi.
Un piccolo paradiso quindi? No questo no anzi...... Alla straordinaria esperienza maturata e che ha prodotto iniziative nel teatro, nella musica, nel volontariato, in alcune produzioni agricole di pregio penso solo al miele e alle pesche, a questa straordinaria e molteplice  capacità svolta e cresciuta con buone performance artistico-culturali e al netto dell'eccellenza geniale dell'opera di Sciola, il paese, la stessa comunità artistica non ha costruito ne preteso la definizione di un sistema organizzato, che non solo garantisca fruibilità e ricadute anche economiche nel paese, ma che, se non si interviene, se non interveniamo, si rischia di vederlo scemare questo straordinario patrimonio culturale  perche affidato alla sola cura individuale del singolo, questo fatto comporta il rischio che la stessa possibilta e fruibilità futura cessino con il cessare della presenza reale dell'artista stesso. Qualcuno che può deve intervenire, bisogna mettere a sistema e rendere utile questa peculiarità unica di San Sperate, non si può dire e pensare quello che della cultura ha detto e pensa l'ex ministro Tremonti.

Bene per concludere insomma chi sei per te, se dovessi autodefinirti cosa diresti di Raffele?
Direi che  sono un uomo libero quando creo arte, perchè per me  arte è sinonimo di libertà.

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