martedì 25 giugno 2013

PASSARE LA MANO: APPELLO AL BUONSENSO



E' arrivato il momento che una nuova generazione prenda il potere.

Quando la politica funzionava e i gruppi dirigenti erano tali riconosciuti e riconoscibili, anche allora non era facile  scalzare i dirigenti, ma se avevi qualità e attitudine e il campo di lotta confermava le capacità di direzione, i dirigenti assicuravano il fisiologico e indispensabile ricambio. Questo meccanismo si è inceppato alla fine degli anni '80 e con alterna intensità si è protratto sino ai giorni nostri. Da un tempo ormai troppo lungo, i gruppi dirigenti dei partiti e i politici, senza distinzione di fede e colore, sono più appassionati a difendere se stessi le loro posizioni e sempre meno dediti al bene comune e alla promozione del ricambio generazionale e di classe dirigente. Ieri Andrea Pubusa chiosava un suo lucido articolo dal titolo: CRISI DELLA POLITICA UNA CASTA BIPOLARE GESTISCE IL POTERE SOLTANTO PER POCHI, con parole sagge "Ma una buona amministrazione può esistere solo se c’è una buona classe politica".
Come sempre tralascio per partigianeria conclamata il campo avversario e mi dedico al mio, quello di sinistra o almeno di quel poco che di essa è rimasto dal passaggio della crisi e dell'esito del voto politico. Chiunque abbia un po di sale in zucca e un minimo di onestà intellettuale dovrebbe sentirsi in stato di Defcon 5, allarme rosso:- un giullare in poco più di tre anni ha messo assieme 9 milioni di voti, quasi metà degli Italiani non vanno più a votare, e la classe politica tutta come risponde? Picche, passata la paura tutti a Roma come a Cagliari sono tornati ai vecchi film.
In Sardegna come noto tra 7/8 mesi si andrà al rinnovo del Consiglio Regionale e le uniche novità che si profilano sono un Capellacci bis, se a novembre godrà del favore dei sondaggi e dei desiderata del dominus del settebello, e una guerra spartitoria tra i capi bastone del centrosinistra con i protagonisti maggiori offerti in tenzone dal PD, il resto le briciole che cadranno dal tavolo alimenteranno squinternati quanto improbabili alleati di piccola taglia e qualche transfuga che normalmente trasloca dal campo avverso negli eserciti presunti vincenti.
Non essendosi svolta nessuna analisi seria, formale e appassionata sulle ragioni della sconfitta politica di Soru e del csx dopo le elezioni del 2009, ci si aspettava almeno ora un minimo di ragionamento sul contesto politico sociale sardo, l'elaborazione di una visione e dei contenuti sui quali costruire ipotesi di leadeship e di programma su cui, chiamare preventivamente i sardi a dire la loro. Non che la società fortunatamente si sia piegata allo status quo, come ha potuto e con chi ha voluto si è espressa su contenuti eminentemente politici:
I pastori sulle questioni del latte, i piccoli e piccolissimi artigiani e imprenditori sulla questione fiscale, i sindacati sulla pesante situazione industriale, interi territori sulla questione energetica, gli studenti sullo stato dell'istruzione in Sardegna, insomma problemi concreti testimoniati in carne ed ossa dai sardi. Tutti temi veri, pane quotidiano di una politica e di una classe dirigente che avrebbe dovuto dimostrare la sua ragion d'essere nell'affrontarli, metterli in fila e avviarne soluzioni possibili. Niente, non si è fatto un cazzo ne a destra ne a sinistra. Le pagine dei giornali ci forniscono in vista del voto, nomi volti, indiscrezioni, lotte intestine sul questo o quel candidato senza avere la possibilità di capire se una candidatura sia legata a una visione a un progetto che dia risposta a quelle domande cosi concrete cosi drammatiche che i sardi di ogni ordine e grado hanno posto in questi anni, in questi mesi, in questi giorni. Non c'è stato nessuno dei grandi temi posti all'attenzione dei sardi, ai quali i sardi non abbiano dato risposte nette e univoche, dall'acqua pubblica, al nucleare, all'abolizione delle Provincie,alla riduzione dei costi della politica, al nuovo modello di sviluppo, al modo con cui regolare il rapporto con lo Stato centrale.
Le primarie se ci saranno serviranno a regolare gli assetti interni di potere nel post voto in caso di vittoria, in caso di sconfitta a determinare la salvaguardia delle posizioni personali, tutte questioni che con il governo e la vita dei sardi non c'entrano nulla.
Allora che fare? L'ideale sarebbe che quella classe politica che ancora circola e pretende di indicare la linea, cosa che fa almeno dal 1980, si ritirasse e garantisse con un atto di saggezza e lungimiranza il ricambio e quella che negli ultimi 20 è cresciuta frequentando corsi intensivi da cameriere e che raggiunta la quasi via di mezzo e oltre, ha trovato collocazione negli scranni della Regione e del Parlamento, avesse il buongusto di accontentarsi di quel devoluto e dignitosissimo stipendio pagato dai cittadini e si levasse dalle palle, apro una parentesi, in Sardegna il PD ha perso 90 voti al Senato e 120.000 alla Camera, nessuno si è dimesso. Dopo il casino che ha combinato, Bersani si è dimesso, in Sardegna nada, nessuno si è dimesso, eppure il gruppo dirigente sardo era stato eletto secondo una logica nazionale, ci sarà il congresso regionale e vedremo dicono i capibastone.
Vedremo un cazzo, chi perde leva le tende punto. Qui più perdono più restano attaccati con il culo alla poltrona perchè questo consente loro di assicurare se stessi e incidere anche oltre i loro cadaveri e per il controllo di; candidature, leadership, alleanze. spartizioni dei posti di governo e di potere, basta guardare cosa è successo nel PD e in SEL per le candidature e chi è stato eletto.
Ecco siamo per cosi dire all'ultima chiamata, oggi notizia ANSA, anche l'emiro del QATAR ha annunciato in diretta TV di abdicare in favore del figlio perchè " è arrivato il momento che una nuova generazione prenda il potere", appunto. Non un ultimatum solo un appello al buonsenso di tutti ed in primis delle teste al comando:- applicate sino a che ancora possibile, la logica dell'ospite elegante, non prolungate oltremodo la permanenza perchè come si sa qualsiasi cosa iniziare a puzzare sempre dalla testa.
ad majora

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta.Arrexionis