mercoledì 15 maggio 2013

UNA SPECIALITA' ORMAI ORDINARIA .....

Anzi anche meno. Il difficile cammino verso il pieno esercizio della Sovranità.
Diversi amici e amiche, anche di  diverso orientamento politico e culturale dal mio, con cui intrattengo solidi rapporti di stima con sempre più interesse mi chiedono di spiegare di dare un senso a tutto questo gran parlare di Sovranità e di nuovo soggetto politico della sinistra sarda.
Non avendo io titoli accademici in materia di diritto costituzionale per disquisire in punta di diritto e non avendo nessuna responsabilità di  rappresentanza di terzi singoli o organizzati, faccio sempre l'esempio per spiegare il mio pensiero,stando attento a non richiamare Regioni rosse per evitare un possibile conflitto d'interesse,di come una Regione Ordinaria tradizionalmente bianca, il Veneto, abbia normato i suoi principi e come siano normati i principi nel nostro Statuto speciale.
La sola semplice lettura comparata delle norme vigenti che ripropongo tal quale, da la cifra della fine della stagione dell'Autonomia,del modello di sviluppo e del sistema dei poteri che hanno presieduto ai nostri 65 anni di specialità.
Una specialità che già da tempo mostra la sua subalterna ordinarietà, in confronto ai poteri ed alla organizzazione statuale delle Regioni  cd Ordinarie.
Ecco il punto sta proprio qui, un'intera stagione, quella dell'Autonomia il suo modello di sviluppo, la sua classe dirigente, ha esaurito la spinta propulsiva e non è  stata in grado di aprire una nuova stagione utile al benessere dei sardi.
Quando questo avviene, il popolo sovrano, unico legittimo titolare del potere,  ha il diritto-dovere di aprire una stagione nuova, con nuove classi dirigenti e immaginando un nuovo modello di sviluppo e una propria organizzazione istituzionale moderna, efficace, efficiente e solidale e nuovi soggetti politici figli, depositari e responsabili verso ed esclusivamente il popolo sardo.
Un sentire questo che io definisco Sarditudine e che anche inconsapevolmente alberga nel cuore e nella mente dei sardi.  

STATUTO DEL VENETO TITOLO I - Il Veneto CAPO I - Principi 
Art. 1 - La Regione del Veneto. 
1. Il Veneto è Regione autonoma, secondo il presente Statuto, in armonia con la Costituzione della Repubblica e con i principi dell’ordinamento dell’Unione europea. 
2. Il Veneto è costituito dal popolo veneto e dai territori delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. 
3. Venezia, città metropolitana, è il capoluogo del Veneto. 
4. La Regione è rappresentata dalla bandiera, dal gonfalone e dallo stemma stabiliti con legge regionale. 
5. Il Veneto, consapevole della storia comune, mantiene i legami con i veneti nel mondo, favorendo la continuità di rapporto e di pensiero e valorizzando gli scambi e i legami con i paesi nei quali vivono. 

Art. 2 - Autogoverno del popolo veneto. 
1. L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e alle tradizioni della sua storia. 
2. La Regione salvaguarda e promuove l’identità storica del popolo e della civiltà veneta e concorre alla valorizzazione delle singole comunità. Riconosce e tutela le minoranze presenti nel proprio territorio. 

Art. 3 - Autonomia della Regione del Veneto e degli enti locali. 
1. L’autonomia della Regione si esprime nell’esercizio della potestà legislativa, regolamentare e amministrativa e nella piena attuazione della autonomia finanziaria riconosciuta dalla Costituzione. 
2. La Regione riconosce, promuove e garantisce l’autonomia degli enti locali nelle sue diverse manifestazioni. 

3. La Regione persegue l’estensione in senso federale delle competenze legislative, regolamentari, amministrative e finanziarie nelle forme previste dalla Costituzione e nel rispetto del principio di leale collaborazione. 

Art. 4 - La Regione del Veneto e l’Unione europea. 
1. La Regione del Veneto opera per la piena affermazione istituzionale, politica e sociale dell’Unione europea. 

Art. 5 - Principi fondamentali. 
1. La Regione opera per garantire e rendere effettivi i diritti inviolabili, i doveri e le libertà fondamentali dell’uomo, riconosciuti dalla Costituzione e dalle fonti del diritto europeo e internazionale. 

2. La Regione persegue le migliori condizioni di vita della comunità veneta, l’affermazione della persona umana e la partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale della Repubblica. 

3. La Regione riconosce e valorizza il principio di sussidiarietà, sancito nell’articolo 118 della Costituzione, realizzando le condizioni affinché l’intervento pubblico non sia sostitutivo della libera capacità di autorganizzazione delle persone e delle aggregazioni sociali e si svolga nel rispetto dell’identità e dell’autonomia di ogni soggetto. 

4. La Regione promuove forme di collaborazione con soggetti privati al fine di realizzare interventi ed attività di interesse generale della collettività. Riconosce e favorisce il ruolo del volontariato. 

5. La Regione, ispirandosi ai principi di civiltà cristiana e alle tradizioni di laicità e di libertà di scienza e pensiero, informa la propria azione ai principi di eguaglianza e di solidarietà nei confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e religione; promuove la partecipazione e l’integrazione di ogni persona nei diritti e nei doveri, contrastando pregiudizi e discriminazioni; opera per la realizzazione di una comunità accogliente e solidale. 

6. La Regione è impegnata a rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei suoi abitanti, impediscono il pieno sviluppo della persona e la partecipazione alla vita sociale ed economica della comunità; opera a favore di tutti coloro che, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità, possiedono un particolare legame con il territorio, garantendo comunque ai minori i medesimi diritti. 

7. La Regione promuove la cultura di pace, opera per la giustizia sociale, i diritti umani, il dialogo e la cooperazione tra i popoli.
   
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Statuto speciale per la Sardegna (Testo vigente)Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 
Statuto speciale per la Sardegna. pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 1948, n. 58 
TITOLO I 
Costituzione della Regione 
Art. 1 
La Sardegna con le sue isole è costituita in Regione autonoma fornita di personalità giuridica entro l'unità politica della Repubblica Italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto. 
Art. 2 
La Regione autonoma della Sardegna ha per capoluogo Cagliari.

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