lunedì 27 maggio 2013

IO STO' CON La COSTITUZIONE. REFERENDUM sulla SCUOLA a BOLOGNA............

Bologna è nel pensiero generale  definita la dotta, la grassa e la rossa. Dotta è dovuto alla presenza di un’università che risale al 1088, la più antica del mondo occidentale; Grassa  perchè caratterizza al meglio la passione dei bolognesi per la cucina sostanziosa ed opulenta; mentre la Rossa per il colore rossastro delle case della città. 
Ieri si è svolto un Referendum che segna un discrimine su una questione essenziale alla base del patto costituzionale.

Cosa dice la Costituzione della Repubblica



Art. 33. 
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. 
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. 
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
Art. 34. 
La scuola è aperta a tutti. 
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

LEGGE 10 marzo 2000, n. 62

Norme per la parita' scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione. (GU n.67 del 21-3-2000 )
Art. 1
1. Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 33, secondo comma, della Costituzione, e' costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l'espansione dell'offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall'infanzia lungo tutto l'arco della vita.
Data a Roma, addi' 10 marzo 2000 CIAMPI 
D'Alema, Presidente del Consiglio dei Ministri 
Visto, il Guardasigilli: Diliberto

La cd legge legge Berlinguer (Luigi), dal nome dell'allora  Ministro della P.I, norma con legge ordinaria, secondo il disposto del 2° comma dell'art. 33 della Costituzione laddove si statuisce che -Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, eludendo il vincolo costituzionale del senza oneri per lo Stato per questi ultimi, o meglio unificando  i soggetti del sistema nazionale dell'istruzione: scuole statali, scuole private paritarie ed enti locali.
La cosa singolare e curiosa è che la norma venne varata dal primo governo a guida di un ex comunista, cosi come il  Ministro competente e lo stesso Guardasigilli.

Ora chiunque abbia letto i verbali dell'Assemblea Costituente e in particolare dell'apposita Commissione che trattava  il 33 e il 34 della Carta e che era presieduta dall'On.le Aldo Moro, sa con esattezza cosa significasse oltre ogni ragionevole dubbio, la frase senza oneri per lo Stato e come proprio a partire da Moro l'interpretazione fosse chiarissima. Il fatto che la legge 62/2000 a mio avviso aprisse un vulnus di fatto e in diritto della Carta Costituzionale, mi era chiaro allora ed altrettanto chiaro mi appare oggi.

Cosi come mi sono chiari e coerenti i comportamenti solo apparentemente contraddittori che le forze politiche hanno assunto. Quel patto, garante Ciampi, era uno dei patti  di reciproca autolegittimazione  dopo la caduta del Muro e l'uscita da tangentopoli, tra i partiti incapaci già allora, di coerenze e che invece di tornare allo spirito e alla lettera della Costituzione, si sono fatti Stato, privando i cittadini della loro Sovranità, come ho avuto modo di osservare anche di recente.
Il resto dello scontro odierno è in parte tifoseria tipica tra Guelfi e Ghibellini a beneficio della distrazione di massa, anche al di la dell'ovvio risultato positivo del referendum che ha visto prevalere il no ai finanziamenti pubblici alla scuola privata, ormai  è consueto e consolidato che quando vota il sovrano vero la Costituzione vince.
La cosa grave che ci segnala  il voto (un elettore su tre non ha votato) e che  quando si tradisce il vincolo costitutivo, la legge principale sovraordinata a tutte le altre, la Costituzione, attraverso il mixer spurio tra destra e  sinistra come di fatto è avvenuto sia nel 2000 che ieri, tutto questo si configura come un attacco  al potere sovrano del popolo che mina le fondamenta della democrazia privando la sinistra anche della macerie e lasciando alla destra e al populismo praterie immense di consenso.

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