mercoledì 20 marzo 2013

FUORI DAL CORO

e con grandissima preoccupazione.

Ieri sera mentre osservavo,  Ballarò più per militanza culturale e di conservazione identitaria, l'irruzione dei neo presidenti di Camera e Senato ha generato un contraccolpo di pensiero e di riflessione sullo stato dell'arte dell'Italia alla luce delle parole di PapaFrancesco con particolare riguardo a quel richiamo normale ma che per le condizioni date attuali risulta rivoluzionario, a chi è potente di impegnarsi per i bene comune.
Data la mia posizione dovuta al tempo trascorso, di primus inter pares, della mia piccola comunità familiare, tra moglie, figli, generi, nipoti, e animali domestici ho a che fare con 12 esseri viventi (compresi un cane,tre tartarughe e un papagallino) e tralascio per brevità altri elementi senz'anima ma abbastanza viventi nel senso di cura e attenzioni quali macchina, casa, giardino, il tutto nell'insieme forma una micro comunità complessa che abbisogna in qualche modo di un governo democratico e condiviso affinchè l'insieme possa in qualche modo funzionare secondo il criterio della diligenza del buon padre di famiglia. Nel complesso l'azienda o la ditta gira pur tra mille difficoltà e nel pieno di una crisi che colpisce in modo più netto e pesante altre ditte e con contraccolpi maggiori. Tuttavia la mancanza di un quadro definito, di un percorso che possa essere praticato diciamo da qui ai prossimi 5/ 10 anni rende maledettamente complicata la mia funzione ed il mio compito.
Dicevo di Ballarò, l'applauso del pubblico all'annuncio della riduzione degli emolumenti del 30% come primo atto mi ha fatto pensare quasi automaticamente a cosa avrebbero pensato tutti coloro e sono milioni ormai a partire dai giovani che non hanno nessun reddito o hanno un reddito che oscilla tra 450/800 euro al mese e mi sono chiesto ma cosa significa quest'annuncio in termini reali, rimette davvero in sintonia le istituzioni con il sentimento di disprezzo che larghissima parte della società italiana prova per una classe dirigente nel suo complesso?
Ma il Presidente del Senato che aveva un suo qualificato ruolo professionale quanto guadagna legittimamente di suo e sommato al quel -30% di indennità a quanto ammonta mensilmente il suo salario? Non sono certo ma a occhio direi almeno 20 volte di più di quei 800 euro di cui sopra. E ancora e il taglio sbandierato dai grillini della loro indennità mensile  al netto di quei 2500 euro di taglio che a conti fatti sommano a oltre 12000 euro/mese come possono essere percepiti da noi tutti, per non parlare di manager,alti dirigenti statali, boiardi,magistarti e quant'altro popolano l'italiche stanze, come comportamenti equi e di buon esempio?
Conosco l'obiezione su parlamentari, professionalità, merito circa l'indipendenza, la giusta remunerazione ecc. ma il punto è che nell'insieme questa classe dirigente, la porzione di casta e quella dei privilegiati non si meritano e non godono della stima e della fiducia di larga parte degli italiani equamente distribuiti tra destra sinistra, centro e italiani e basta. Tanto per capirci non ho mai sentito porre il problema di quanto guadagnasse Berlinguer o Moro o Spadolini o Cossiga o Pertini o Lama o Lombardi, o Zaccagnini e via diseguito.
La mia ditta su richiamata fornisce un grado abbastanza chiaro dello status sociale dell'Italia di oggi in ragione delle dinamiche di lavoro e familiari che presenta: quello dello studente universitario disoccupato, del professionista del credito, del tributarista, dell'operatore e-commerce, del lavoro dipendente, della mamma alle prese con i tempi e i costi dei servizi all'infanzia, al quotidiano barcamerarsi tra tasse, spesa alimentare, bollette, che presiedono alla quotidianità e pur essendo nel complesso una ditta fortunata, posso testimoniare di una difficoltà crescente e dell'assoluta impossibilità a individuare una exit strategy da questa profonda crisi che è al contempo economica,sociale e politica.
Ecco perchè le mosse di Bersani, a partire da quella della sua personale ambizione alla premiership non mi convince e non convince. Cosi come un facile entusiasmo di certa sinistra e di certa stampa salottiera e radical chic non aiuta a vedere i rischi grossi ai quali si va incontro se non si cambia passo e registro davvero e non con pressapochismo simbolico.
La prossima ondata d'urto potrà non avere l'intensità dello tsunami grillino, potrà avere molto verosimilmente l'effetto follow out per la nostra democrazia e questo non è un gran bello scenario. Chi può e chi deve intervenga subito ora, domani potrebbe essere già troppo tardi.

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